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L' articolo,
ripreso on line dal sito su internet de "L'Espresso", viene integralmente
riportato al solo scopo di una
corretta e precisa informazione. E' la prima volta, dopo le abbondanti pagine
dedicate al terremoto, nel 1980, che si parla anche adesso così abbondantemente
della Lucania. Poiché il caso è eccezionale si ritiene interessante pubblicare
anche un certo tipo di articolo che, rimanendo nei dintorni di Scanzanoi e del
problema delle scorie, trae spunto da questa notizia per citare la regione
altrimenti dimenticata. Non vi è pertanto alcuna intenzione di
infrangere copyright o di offendere qualcuno per cui, se ciò dovesse capitare,
inviateci una email e provvederemo all'immediata rimozione dell' articolo.
Satira preventiva
di Michele Serra
Una discarica zeppa di modelle
Dopo le scorie nucleari il problema sarà lo stoccaggio degli intellettuali
di sinistra, delle top model disoccupate e della miriade di telefonini
La Basilicata
in rivolta ci ricorda che le scorie, nucleari e non, sono un problema
strutturale di una società che per soddisfare il proprio metabolismo
pantagruelico ha previsto tutto, tranne il water. Altri casi scottanti sono alle
porte, e presto ci metteranno brutalmente di fronte alla nostra imprevidenza.
Cultura È forse il problema più spinoso. Il governo sta attuando in
tempi molto rapidi il piano di smantellamento progressivo di Rai, università,
case editrici, cinema d'essai, teatri stabili e altre vecchie e farraginose
centrali di produzione culturale. Resta da decidere dove stoccare diverse
migliaia di intellettuali di sinistra, rifiuto difficile da trattare a causa
delle barbe, altamente infiammabili, e delle vecchie giacche di tweed con le
toppe, che emettono diossina e vapori di trattoria. Scartato l'inceneritore,
l'età media degli intellettuali, intorno alla sessantina, ne sconsiglia anche
l'utilizzo per l'alimentazione animale: si tratta di carni vecchie e
contaminate, nel migliore dei casi, da alcol e nicotina. Il piano più
accreditato prevede il trasferimento in campi di rieducazione al lavoro manuale,
su suggerimento dell'amico Putin che ha già sperimentato il metodo. Difficile,
però, il reperimento del personale addetto alla rieducazione: nemmeno gli ex
mercenari o i khmer a riposo sono in grado di resistere a due ore di
conversazione con Enrico Ghezzi o alla compagnia di Luca Ronconi.
Moda Con la crisi della Milano da bere, come smaltire l'esercito di
modelle disoccupate? Nessuna popolazione al mondo accetterebbe di ospitare un
sito così macabro: un vero e proprio ossario vivente. La struttura filiforme
delle ragazze favorisce lo stipaggio in strutture tubolari: si pensa a
containers formati dal solo corridoio. Resta il problema dell'inquinamento
sonoro: abituate a camminare in continuazione, le modelle, radunate in massa
nello stesso luogo, produrrebbero un assordante clangore di tibie e scapole. Due
soluzioni alternative, foderare i containers con un doppio strato di materiale
fonoassorbente, oppure varare un costosissimo piano di ingrasso a base di brunch
preparati nel centro di Milano. Il costo unitario per pasto (fiocchi di yogurt
con fiocchi di segale, fiocchi di uova con fiocchi di bacon, crostata di fiocchi
di sambuco) sarebbe di 140 euro. Inaffrontabile.
Telefonini In Italia la media con la quale si cambia modello di
telefonino si è molto alzata: si è passati da ogni dieci mesi a ogni dieci
telefonate. Milioni di cellulari dismessi sono attualmente stipati nei comò di
casa. Anche se spenti, emettono onde elettromagnetiche che continuano a eseguire
subliminalmente i motivetti delle suonerie, tutti insieme. Si tratta del famoso
'rombo inconscio' che, secondo gli studiosi, è la causa fondamentale
dell'espressione metà incazzata metà ebete della popolazione italiana. Secondo
altri test, un telefonino spento e scarico, preso a martellate e immerso
nell'acido, riesce lo stesso a trasmettere al più vicino centralino dei
carabinieri tutti gli sms sconci ricevuti e trasmessi dall'utente. Lo
smaltimento viene ritenuto impossibile.
Borselli Sono un caso esemplare di riciclaggio efficace. Passati di moda
dopo pochi mesi, e fallito il tentativo di riutilizzarli per la ripavimentazione
dei centri storici, stanno per essere recuperati al normale consumo con un
geniale espediente: decidendo che sono tornati di moda. È il meccanismo del
trash: ciò che non si riesce a distruggere viene riabilitato all'uso e al gusto
degli utenti, bastano una trasmissione tv o l'articolo di un settimanale, ed
ecco che l'orribile ridiventa desiderabile. Di prossima riabilitazione altri
caratteristici rifiuti solidi, dalle scarpe da tennis bianche che puzzano già
in vetrina ai mensili patinati per soli uomini. Possibile, in questa chiave,
perfino il riciclaggio dei palinsesti Mediaset anni Ottanta, con Gei Ar e
Augusto Martelli che cantano 'Operazione Five'. Sempre che il Tribunale dell'Aia
opti per l'assoluzione.
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