Scanzano Ionico, Basilicata e dintorni: salvi per un pelo.


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Scanzano scompare dal decreto
Emendata con polemiche la legge sulle scorie nucleari. Il Comune resta tra i posti «papabili». Entro un anno identificato sito unico nazionale

ROMA - Scanzano Jonico schiva il deposito nazionale delle scorie radioattive, almeno per altri 12 mesi. Il Consiglio dei Ministri ha deciso di modificare il decreto legge del 14 novembre scorso (n.314) sullo stoccaggio delle scorie nucleari. Nel nuovo testo scompare il nome del comune lucano ma Scanzano Jonico - fa sapere in tarda serata il ministro per i rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi - resta nella rosa dei siti per lo stoccaggio delle scorie nucleari che saranno vagliati dalla commissione di esperti istituita con l’emendamento al decreto.
«Contrariamente a quanto da più parti diffuso circa la decisione presa questa mattina dal Consiglio dei ministri, si conferma - dice Giovanardi - che la commissione di esperti che verrà costituita per identificare, secondo il mandato ricevuto dal Parlamento, il sito più idoneo allo stoccaggio definitivo delle scorie nucleari, dovrà vagliare tutti i siti selezionati dalla Sogin, Scanzano compreso, ed altri eventuali siti che - conclude il ministro - rispondono ai requisiti richiesti».

A indicare, fra un anno, il luogo dove raccogliere i rifiuti nucleari di tutta Italia, sarà il Commissario straordinario, con il supporto di una Commissione di 14 super-esperti e attraverso il confronto con eventuali soluzioni proposte dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano. Tre dei membri della Commissione tra cui il Presidente, sono nominati dal Presidente del Consiglio, due dalle Regioni e gli altri dai diversi ministeri competenti.
Nel nuovo testo scompaiono le strutture temporanee che, a Scanzano, avrebbero dovuto accogliere le scorie, ora distribuite sul territorio nazionale, fino a realizzazione del deposito. Resterà in vigore fino all’entrata in esercizio del Deposito nazionale delle scorie nucleari, l’ordinanza di protezione civile firmata dal presidente del Consiglio il 7 marzo scorso per consentire l’attività di messa in sicurezza dei materiali radioattivi presenti nelle ex centrali nucleari e nei siti di stoccaggio situati sul territorio delle regioni Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Campania e Basilicata.

tra 12 mesi cosa succede? La parola ai politici
Per il deputato di Forza Italia, Giancarlo Blasi non ci sono dubbi: «C’è stata una valutazione errata della Sogin, che ha presentato dei dati errati al governo, il quale ha quindi inizialmente deciso su quella base». «Tra un anno non credo che la Commissione possa far cadere la sua scelta su Scanzano, perchè Scanzano manca dei requisiti di idoneità richiesti: è una zona densamente abitata, con 200 abitanti per chilometro quadrato contro la media nazionale di 170; è in una area di terzo grado sismico; è una zona sottoposta ad erosione marina; infine è un’area Sic, cioè di interesse comunitario».
Per il fronte Enti Locali, vale la dichiarazione del ministro per gli Affari Regionali, Enrico La Loggia: «E’ stata affermata la linea di un coinvolgimento forte delle Regioni e degli Enti Locali. Ora occorre giungere all’individuazione più congrua e condivisa del sito migliore e più sicuro».
«Grande soddisfazione per la sensibilità del presidente Berlusconi per le tematiche espresse dalla popolazione lucana» è stata espressa dal sottosegretario alle infrastrutture, Guido Viceconte, uno degli artefici della soluzione della vicenda di Scanzano.
Per il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Gianfranco Miccichè, «ancora una volta il Governo ha dimostrato di avere buon senso e coraggio».
Il presidente dei Senatori dell’UDC, Francesco D’Onofrio, giudica positiva la soluzione trovata dal Cdm; il capogruppo della Margherita alla Camera, Pierluigi Castagnetti dice: «bene il dietrofront del Governo su Scanzano».
Commento positivo anche da parte del responsabile ambiente Sdi, Domenico Pappaterra: «ha prevalso il buon senso». Quanto ai Ds, in una conferenza stampa tenuta prima delle decisioni del governo, avevano chiesto il ritiro del decreto e manifestato l’opposizione al sito geologico. «Con il decreto legge su Scanzano il Governo si è messo in un vicolo cieco, pregiudicando la soluzione di un problema che il centrosinistra aveva cercato di affrontare e risolvere», ha detto il responsabile economico dei Ds, Pierluigi Bersani.
Parla di «emendamento col trucco» il presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio secondo il quale «la volontà di fare in Italia un mega deposito di scorie è un minaccia per tutto il Paese e conferma il sospetto che ci sia la volontà di rilanciare il nucleare in Italia. I Verdi confermano l’ostruzionismo in Parlamento e la mobilitazione nel paese».
Per il deputato del Prc Nichi Vendola «sconfitto dalla straordinaria mobilitazione del popolo lucano, ora il governo Berlusconi ci offre la farsa di un decreto».
Parla di «incomprensibile accelerazione» il presidente della Commissione Attività Produttive della Camera, Bruno Tabacci, secondo il quale la soluzione era a portata di mano, con l’art.30 del ddl Marzano sul mercato elettrico.

Esultano a Scanzano Jonico (Matera) maggioranza e opposizione.
«Sono troppo commosso, non riesco a parlare» dice con la voce rotta dal pianto Carmine Casulli capogruppo del centrodestra nel consiglio comunale di Scanzano Jonico.
«Sono contentissimo ci gustiamo la vittoria di questa grande battaglia - dice il capogruppo dell’ Ulivo, Vittorio Continanzi - speriamo sia finita la guerra. Siamo contenti - conclude - abbiamo sventato un disegno che aveva dietro grandissimi interessi economici».(27/11/03)

 
 
 

 

Lunedì, 01 Dicembre 2003 20:18                    Scorie nucleari - Scanzano chiede lo stato di calamità
Si chiede anche ai ministri Matteoli e Giovanardi di fare i nomi degli amministratori locali lucani che, secondo quanto dichiarato, avrebbero dato il loro assenso alla discarica nucleare a Scanzano

SCANZANO JONICO (MATERA) - Il consiglio comunale di Scanzano Jonico (Matera) ha deciso oggi all’unanimità di chiedere al governo la dichiarazione dello stato di calamità per i danni subiti dalla popolazione a seguito del decreto del governo sulla discarica nucleare.
Il consiglio ha dato anche mandato ai propri legali di studiare una eventuale richiesta di risarcimento danni al governo, a favore di agricoltori, commercianti, imprenditori turistici e del Comune stesso.
Il consiglio ha approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dalla minoranza nel quale si chiede ai ministri Matteoli e Giovanardi di fare i nomi degli amministratori locali lucani che, secondo quanto dichiarato dai ministri stessi alla stampa, avrebbero dato il loro assenso alla discarica nucleare a Scanzano. Qualora questi nomi non venissero resi noti, l’ordine del giorno impegna il Comune a querelare i due rappresentanti del governo.
Nel consiglio comunale si è discusso anche del progetto di realizzare un Villaggio del fanciullo sul sito dove avrebbe dovuto sorgere la discarica. A questo scopo lunedì prossimo sarà a Scanzano il premio Nobel Betty Williams.

 
                                                dalla parte della satira