![]() |
|
L' ARTE POVERA |
|
La voglia di scrivere accomuna la gente lucana. Questa voglia si manifesta prevalentemente nel genere della poesia: prodotto ad alto tasso di proliferazione che spesso si posiziona a livelli tragi-comici. Le ovvie eccezioni sulla buona qualità di certa poesia ognuno naturalmente le rivendica per sè. Buona lettura. |
|
"Ecce Bombo"
(2004) Al manicomio del laboratorio creativo un paziente di nome pasquale un giorno mi lesse questa poesia c'è 'na fontanella dove mi disseto prima di salì' da te tutta l'altra sete me la togli tu all'epoca della legge basaglia avevo una ford taunus blu come il mare con la quale uscivo al pomeriggio portandomi in zonzo pazienti e medici tutti gli amici del santa maria per la città con un pastore maremmano bianco come la neve che composto ringhiando sedeva con i passeggeri sul sedile posteriore tra speranze e valium e odore di futuro che inzuppava le nuvole delle piogge di quei giorni temporaleschi grondanti di luce splendenti fulmini e fuochi fatui che inondavano senza distinzione prati e lenzuola mentre il pubblico in sala applaudiva ecce bombo. Quando il film apparve più volte in sala lo applaudimmo eccitati perché l'avevamo fatto bene il nostro film d'autore ed eravamo perciò tutti contenti del risultato raggiunto chiaro e lampante con la rivoluzione in tasca. Ecce Bombo. Ciao Cinzia, tra grafica e Calabria, ciao Sergio, dagli etiopi a Sherlhok Holmes, ciao Gino e la tua sfacciata generosità. Ciao Francesca, Claudia ed Anna. Ciao Christine, Grazia ed Antonio, ciao Carlo e Salvatore tra ministero dei trasporti e studio di pittore, ciao Mara, Paolo e Giovanna. Ciao via ripetta e trastevere con fagioli e ciao ad Andrea ed Annamaria, tra la piramide e il cielo. Ciao Pierluigi. Addio, Ecce Bombo. |