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La Basilicata, il Giubileo e la fede nel turista  che verrà (nel 2025)

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La Basilicata e il Giubileo

" (...)a Roma si mira a sostenere solo i progetti delle aree già congestionate, venendo clamorosamente meno ai principi che erano alla base della legge. In questo modo i benefici del grande flusso di pellegrini previsto dal Giubileo non avranno nessuna ricaduta sul resto del Paese. La Basilicata potrebbe quindi essere delusa da quest'occasione di sviluppo." Giancarlo Grano in un'intervista a "Il Denaro" del 13-19 settembre1997.

-Il turismo non c'è in Basilicata perché mancano le strade e gli alberghi. E' vero. Ma ci sono anche e soprattutto altre ragioni. Comunque molti si fermano (in buona fede?) a questi due fattori. Partiamo allora dagli alberghi. La parola d'ordine per il Giubileo 2000 era: facciamo degli immobili storico-religiosi posti di ricettività alberghiera per il turista. Ottimo. Ripetiamo in tutta  Italia quella sperimentazione di successo avviata alcuni decenni scorsi in Umbria e in Toscana inserendo nel circuito alberghiero conventi e monasteri. Con grande successo. In quelle regioni.  Un'indagine giornalistica ha messo in luce che "L'accoglienza dei pellegrini in provincia di Potenza ha funzionato a perfezione per il Giubileo. Per quello del 2025, però." 

Dall'esame degli ostelli realizzati con i fondi nazionali ai fini della ricettività è emerso che in nessun luogo tali ostelli sono stati finiti in tempo utili e/o adibiti ai fini ricettizi per i quali sono stati ristrutturati. Non è successo: ad Avigliano, a Lavello, a Melfi, a Potenza, a Venosa e a Viggiano .(**)

Fin qui i dati dell'indagine del quotidiano che però ha tralasciato, e non si capisce perché, di riportare le notizie sulle altre strutture finanziate sia per il Giubileo a livello nazionale che a livello regionale. Furono infatti 19 i progetti lucani approvati a livello nazionale. E a parte quelli riguardanti Matera, mancano ancora all'appello  per la provincia di Potenzaalla data del mese di marzo del 2001:

1) L'abbazia benedettina di Banzi  (per un importo di poco più di 2 miliardi);  2) due interventi a Lauria, uno da parte del proponente comune (sistemazione dell'area adiacente al Santuario Madonna dell'Arno)  e l'altro dalla comunità montana lagonegrese (ristrutturazione della casa del Beato Domenico Lentini e della casa del pellegrino), per un totale di circa 2 miliardi; 3) 2 interventi a Lagonegro (per un importo di circa sette miliardi) per la ristrutturazione del monastero di Santa Maria degli Angeli e il recupero del Santuario della Madonna degli Angeli.

Ma non è finita. A tutti gli interventi a carico del finanziamento nazionale  bisogna infatti aggiungere gli altri effettuati a carico del bilancio regionale. Si arriva così ad una spesa notevole e da 19 interventi si passa a 30. Quanti nuovi posti di lavoro ed opportunità di sviluppo locale sono scaturiti da tanto impegno economico? Sembrerebbe pochissimo o niente. Sembrerebbe che i risultati siano molto vicini allo zero. E così altri soldi, energie e speranze dei lucani sono finiti ad ammuffire tra gli arredi comprati alla fine del 2000, in fretta e furia, pur di soddisfare al formale impegno di arredare immobili destinati ad una ricettività che forse non è stata neanche sognata, o attesa e per davvero desiderata, ma solo retoricamente predicata! Perché se così non fosse, se cioè non ci fosse stata la preventiva consapevolezza che per tempi e cultura noi lucani non ce l'avremmo fatta ad utilizzare gli immobili ai fini della ricettività, allora, visti i risultati, bisogna ammettere che se credevamo per davvero alla ricettività siamo un popolo che ha insufficienti capacità di risorse progettuali  imprenditoriali e manageriali. A questo livello sappiamo solo spendere, chiedere ed avere i soldi, ma non investirli. Quando si ottengono risultati che a livello produttivo valgono zero, c'è qualcosa a della macchina progettuale che è inceppato. Bisogna capire se lo è volutamente o se per strutturale connotazione fisiologica, geo-culturale della regione. Bisognerebbe capire, pubblicamente, se i soldi li buttiamo dalla finestra perché in buona fede proprio non sappiamo usarli o se c'è una regia e degli interessi di parte capaci di tenere quella finestra, dalla quale si buttano i soldi, sempre aperta perché vi è qualcuno dei soliti ignoti che proprio in quel momento vi passa per la strada di sotto.                                                                                                                                                 Giubileo: occasione mancata o normale amministrazione? secondo noi: normale amministrazione.

(**) quotidiano "La Nuova Basilicata" - 26 gennaio-febbraio 2001