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Novembre 2000- Il 5 maggio del 2000
l'associazione
"Amici della Lucania" di
Chieri, un
centro di 30.000 abitanti a 15 km da Torino, con più di cento iscritti
all'associazione lucana, ha premiato il vincitore della prima edizione
del "Premio scolastico Basilicata". L'elaborato che ha vinto
il 1° premio è di un'alunna di terza media della Scuola Media Quarini:
Jessica Gorgerino, piemontese figlia di piemontesi.
Il
tema vincitore del Premio Basilicata 2000 n.1
" La Basilicata è una delle regioni italiane a territorio molto
ristretto, compresa nella fascia del mezzogiorno ed abitata per lo più
da contadini, per la quale, come Carlo Levi scrive: Cristo sembra ancora
di là da venire. Cristo naturalmente inteso come progresso. E' un paese
spesso dimenticato o messo in secondo piano, tant'è vero che anche
nelle scuole viene studiato
superficialmente.
Il termine Basilicata è èiuttosto antico, infatti appare testualmente
la prima volta nel catalogo dei "Baroni Normanni" e fu
utilizzato per indicare il territorio comprendente i bacini dei cinque
fiumi con foce nello
Ionio.
L'espressione deriverebbe dal nome del funzionario bizantino "Basilikos"
che amministrava parte della Lucania. Essendo una regione quasi sconosciuta, ho avuto non poche difficoltà
per la ricerca sulla mia documentazione, infatti anche le biblioteche la
ignorano, ed i due libri che vi ho trovato erano stati pubblicati circa
trent'anni
fa.Tuttavia l'opera di Carlo Levi mi ha permesso di effettuare un largo
studio, ricco di descrizioni paesaggistiche e del modo di vivere e
pensare dei
lucani.
Facendone i dovuti confronti con l'attuale società, ho potuto appurare
che Cristo a Matera ci è arrivato, ma a dorso di un mulo! La vita di
allora non è camiata molto, tant'è che a parte le grandi città la
maggior parte della popolazione vive in villaggi composti da poche case,
un bar, un tabacchino, un mini-market e talvolta da una pizzeria; ciò
significa che spesso bisogna spostarsi per andare dal dottore, per
comprare dei vestiti, o magari andare al
cinema. Azioni, queste, già difficili per gli anziani, che tuttavia si
complicano ulteriormente quando nevica, in quanto i già scarsi mezzi
antineve a disposizione dei comuni non sempre sono
tempestivi.
Nonostante i servizi igienici siano ormai presenti in tutte le
abitazioni, l'acqua potabile è ancora un lusso, infatti soprattutto nei
periodi di siccità essa viene razionata e gli abitanti si ritrovano a
dover costruire autoclavi per conservarla, o a comprarla da speciali
autobotti, pagandola a prezzi esoritanti, da aziende che sono spesso
sostenute da una mafia locale la quale ha il controllo sull'acquedotto,
stabilendo così di poter chiudere le condutture al fine di poter
guadagnare ulteriormente sulla vendita
dell'acqua.
Anche per ciò permane la tradizione di lavare i panni presso la fontana
del paese, luogo di ritrovo di molte donne le quali, chiacchierando di
argomenti vari, danno origine a pettegolezzi ed al ripristino di antiche
superstizioni che vengono tranadate di generazione in generazione, come
quella che definisce la "capra" un animale diabolico, a causa
delle sue corna curve sul capo, il naso arcuato e la barbetta appuntita,
che la farebbe assomigliare a Lucifero; inoltre essa per cibarsi si
arrampica anche dove l'uomo non
può.
Varie storie ancora vedono mescolare i sonnambuli con i licantropi.
Infatti gli uomini sofferenti di questa malattia che non conosce cure,
escono nelle notti d'inverno per ritirarsi con i fratelli, i lupi veri,
assumendone a loro volta le caratteristiche. Quando però ritornano a
casa bisogna che le mogli facciano molta attenzione. Infatti, potranno
aprire solo dopo che il marito abbia bussato tre volte, dandogli così
il tempo per poter riprendere le sembianze umane e di dimenticare
l'accaduto.
Tuttavia, a parte certe credenze ormai in disuso, il senso religioso dei
lucani è molto forte e grande è la devozione verso Maria S.S.
Incoronata, alla quale è dedicata la festa in Agosto soprannominata
anche "per gli emigrati", in onore di quei cari parenti ed
amici che in estate ritornano nel loro paesino
d'origine.
Durante queste feste alcuni uomini suonano musiche popolari locali con
l'organetto, un antico strumento ormai sconosciuto ai più
giovani.
Ritengo che anche la condizione femminile non abbia fatto grandi
progressi, infatti, soprattutto nelle campagne, le donne praticano
l'attività di casalinghe, dedite alla famiglia e fortemente rispettose
del marito. parte della loro giornata scorre cucinando cibi tipici del
luogo o intarsiando bellissimi ricami per i corredi delle ragazze ancora
nubili. Alcune, per contribuire al sostegno familiare, lavorano nei
campi, sfruttate, schiavizzate e talvolta violentate da un caporalato
conscio dell'omertà e di certi tabù ancora esistenti, grazie anche
alla scarsa fiducia rappresentata nello
stato. Molti
ragazzi, finita la scuola dell'obbligo, spesso non hanno la possibilità
di poter proseguire agli istituti superiori, che sono pochi e distanti
e, viste le scarse vie di comunicazione, per molti diventano
irraggiungibili. In questo modo pochi avranno accesso a impieghi ben stipendiati, per cui
la maggioranza, non potendo mantenere la famiglia, emigra ancora verso
l'estero.
Questo e molti altri fattori già enunciati prima faranno sì che molti
paesi purtroppo siano destinati a scomparire, a meno che non si
valorizzi l'ambiente, sfruttandolo per come si presenta, fornendo
ulteriori servizi in grado di attirare ed accogliere persone desiderose
di investire, ad esempio
nell'agriturismo.
Certo che dopo un'approfondita conoscenza della Basilicata e un
confronto con il libro di Levi, sembrerebbe che di cambiato ci sia ben
poco. Tuttavia io non posso dimenticare il passato benessere studiato
sui libri di storia e risalente all'epoca romana o magno-greca, o
l'abbondante produzione agricola e zootecnica dell'antica Lucania. Il
che mi fa pensare che tutto ciò sia dipeso da una serie di fattori
avversi (frane, inondazioni, terremoti ecc.ecc.), al disinteressamento
politico, più o meno legato alla non visione di profitti immediati, che
non hanno permesso dei piani d'intervento umano per la sistemazione
generale del territorio o per il ripristino di certe aree abbandonate.
Ma anche alla scarsa valorizzazione di risorse
proprie. Forse la situazione economica della Basilicata è in fase di
apprezzabile mutamento; tuttavia sono convinta che sia cambiato
l'atteggiamento della popolazione, la quale da una forma di rassegnato
torpore ha sostituito una crescente partecipazione alla vita regionale e
ai suoi problemi. Ne è prova il ritorno di molti cosidetti "Americcani"
che, grazie anche all'apporto di capitali dovuti ad anni di sacrifici,
hanno potuto aprire varie attività: dalle ceramiche alla produzione di
fibre polietere, ai cementifici, alle industrie della conservazione, dei
pneumatici e dei materiali plastici ecc.ecc. E per concludere, ieri
sera, navigando su Internet, ho letto un messaggio. Diceva: "Cristo
cerca apostoli volentorosi e fiduciosi nella resurrezione della
Lucania." Se interessati, contattare: BASILIKOS.IT Quasi, quasi, rispondo ! |