L'imprenditoria che bussa alla scuola- Settembre 2000. Legambiente passa alla scuola. Ma non si interessava di territorio? Certo, e se ne continua ad interessare, ma...In questo numero di Lucaniaonline la vivacità dell'imprenditoria lucana che incuriosisce riguarda la scuola e la società pubblico-privata di Legambiente, Provincia e Is.fo.a. La scuola di Basilicata merita una riflessione in periodi non sospetti, cioè ad anno scolastico abbondantemente iniziato. In questo periodo iniziale è  preferibile lasciare la scuola alla scuola. Naturalmente è un periodo, questo, di grandi incombenze a carico della nuova scuola dell'autonomia, ecco allora che si fa avanti questo nuovo soggetto con lo scopo esplicito di dare una mano ai Prof. per  fare i P.o.f, i Piani dell'Offerta Formativa. Che non è roba da poco. Oltre al canonico programma curriculare nei Pof di ogni scuola dovranno essere programmati progetti di varia e vasta natura; dovrà essere rimesso a punto un programma sull'orientamento, sulla dispersione, sull'evasione scolastica, sulla lotta alle tossicodipendenze; dovranno essere elaborate e organizzate le attività extrascolastiche quali corsi serali, corsi d'inglese, corsi d'informatica, di educazione ambientale e alla salute. Insomma, a scuola il lavoro non manca, così come non manca il lavoro per chi si interessa di un settore così delicato quale quello dell'ambiente. Infatti, in una regione come la nostra, di fronte alle allarmanti notizie sulla desertificazione, sul dissesto geomorfologico, sulle frane e sulla siccità, c'è di che lavorare. 

Non si capisce, perciò, la proposta di Legambiente di interessarsi ai Pof. Non si capisce perché vengono invasi settori di non  propria specifica competenza quando, invece, il proprio settore è altrettanto stracolmo di attività. Alla scuola, che in Basilicata è il più grande contenitore occupazionale del settore pubblico, non mancano di certo docenti in grado di farlo loro i Pof. Non solo, ma c'è il sospetto, o rischio che, data la circostanza appena accennata di esuberanza scolastica, il personale esperto che Legambiente, e Lisidea in particolare, vuol mettere a disposizione delle scuole di Basilicata debba, in qualche modo e misura, essere reperito proprio dalle scuole della regione.

Ma andiamo con ordine. Sembra di capire che l'interesse di Legambiente verso la scuola non è limitato all'ambiente ma si estende fino a riguardare tutto ciò che è soggetto allo "sviluppo sostenibile". Bene. Per lavorare concretamente nella scuola intorno a questo progetto, da una scapola di Legambiente è nata Lisidea. Cos'è Lisidea?  "...è un progetto candidato nell'ambito del P.O.M.A., promosso dal Ministero dell'Ambiente per la realizzazione nelle aree ob. 1 di centri di esperienze e laboratori territoriali di educazione ambientale" ed "...è una società consortile pubblico privata costituita da: Provincia di Potenza, IS.FO.A. e Legambiente Basilicata". 

A parte il temporaneo mistero che avvolge la sigla  P.O.M.A., Lisidea nella sua cartella di presentazione fa espresso riferimento alle aree dell'obiettivo 1, che sono le aree depresse dei Paesi comunitari e soggette, quindi, a contributi finanziari da parte dell'Unione Europea. D'altronde non è che Lisidea può lavorare gratis. Questo è ovvio e legittimo che non può lavorare gratis. Dunque, viene finanziata nell'ambito dei finanziamenti europei dell'obiettivo 1.

Di che s'interessa Lisidea, quali sono i suoi obiettivi?  Dalla lettura degli obiettivi emerge tra l'altro quello di-Promuovere iniziative di formazione e aggiornamento attraverso sportelli di F.A.D.- E qui ci si imbatte in una nuova sigla da decriptare: F.A.D. 

La proposta  di Lisidea incuriosisce perché non verte solo su temi ambientali,  bensì su tutto l'apparato della progettazione scolastica, e del pianeta scuola in genere. Se ne deduce che Lisidea, e con Lisidea Legambiente, Provincia ed Is.fo.a., cioè un consorzio che usufruisce di denaro europeo, ha professionisti e risorse umane specializzati, in grado di intervenire su questi temi (diciamo) "scolastici". E  poichè la Basilicata conta una popolazione lavorativa intorno alle 300.000 unità ed ha nel settore dell'impiego pubblico proprio la scuola come bacino di più grande dimensione, è presumibile che in Lisidea ci possano essere più o meno dei normali docenti che faranno da esperti ai colleghi che si rivolgeranno loro tramite la scuola di appartenenza.  Oppure gli esperti non saranno i più o meno soliti docenti legati ai più o meno soliti enti ed associazioni  bensì saranno degli insospettabili giovani professionisti. Che, ci si chiede, dove hanno acquisito l'esperienza e le capacità professionali per quanto Lisidea propone? Oppure gli esperti è probabile che vengano da fuori regione. Caso mai non saranno molti ma ben qualificati, a supporto dei locali. Potrebbero essere un paio di docenti della Federico II o di Bari, meglio ancora se dell'università di Bologna, che fa sempre un bell'effetto. Chi lo sa! Una cosa è certa: è nato un nuovo soggetto imprenditoriale che ha nella scuola il suo privilegiato  riferimento. Quanto ci costa e quali benefici comporterà? Non c'è, e già basta, la scuola per fare scuola e che nella sua autonomia può chiedere aiuti a chi meglio ritiene? Per esempio ai vescovi,  per recuperare moralmente la gioventù malata di oggi?

L'impressione che si ricava, il sospetto che si ha, osservando l'avanzare di proposte  similari e ripetitive di quanto già esistente e nel vedere le tante proposte puntualmente legate a finanziamenti europei, è che nella maggioranza dei casi, o anche nel migliore dei casi, si naviga a vista con un pò di fantasia al servizio di interessi non sempre di largo raggio (per il futuro), né sempre specifici e mirati (per il presente).