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Terremoti dimenticati. Impressioni di
viaggio.
In Basilicata non c'è più la rete "Non ci sono più strumenti, non c’è
più la rete, non possiamo avere nostri dati per capire quello che
succede", denuncia Maurizio Leggeri, già Presidente del Centro di
geomorfologia Integrata. Ieri 12 scosse nella notte.
POTENZA – In una delle regioni a più alto rischio sismico fa tilt la
rete di rilevamento. "Non ci sono più strumenti, non c’è più la
rete, non possiamo avere nostri dati per capire quello che succede", è
lo "sfogo", di Maurizio Leggeri, già Presidente del Centro di
geomorfologia Integrata, che per anni ha studiato i fenomeni sismici in
Basilicata, ma ha cessato la sua attività per mancanza di finanziamenti.
"Stiamo pagando - ha aggiunto - la latitanza delle istituzioni che hanno
lasciato marcire il progetto di rete sismica regionale e le apparecchiature
del Centro di Geomorfologia che sono letteralmente mangiate dai topi".
Durante la notte scorsa altre 12 scosse, 6 delle quali strumentali, hanno
interessato il Potentino, dopo la prima scossa di ieri sera - di magnitudo 4,1
- con epicentro tra i comuni di Baragiano, Balvano, e Picerno (Potenza). La
scossa di maggiore intensità è stata registrata dall’Istituto di Geofisica
alle 23,36 di ieri con una magnitudo di 3.1. Secondo quanto si è appreso dal
comando provinciale dei vigili del fuoco di Potenza, non si sono registrati
danni a cose e persone.
(dalla Gazzetta del Mezzogiorno 19/04/02) -
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