Il 24 gennaio 2002 la stampa locale ci informa di una primizia lucana: una delle migliori sezioni staccate di istituto superiore funziona nella nostra regione. Non nella solita Emilia e Romagna, in Lombardia o nel Veneto, ma proprio in Basilicata. E' tutto scritto: nero su bianco. 

Si sa che i dati e le notizie possono essere riportati in  tante maniere. Ed anche se sono veri possono però, stranamente, far credere ad altro. Per questo esiste la libertà di stampa: perché ognuno possa, liberamente, dare la propria interpretazione di un fatto. 

Nessun dato e  nessuna notizia sono neutrali o univoci. Essi, tra l'altro, sono espressione di cultura e perciò contenuti in un perimetro più ampio di pensiero e di interpretazione. Si ha l'impressione che tale perimetro, o paradigma culturale, da un pò di tempo a questa parte in Basilicata si stia caratterizzando con tratti di auto-celebrazione. O no? 

Il 2 dicembre del 2001 un altro articolo rilevava un'altra primizia lucana. Anche questa dal sapore della grandiosità. L'articolo intitolava: "Potenza diventa modello degli stili di vita in Italia".

Ammettendo di avere la forza mentale e la perseveranza confessionale di andare a comprare un giornale nel mese di febbraio la domanda nasce spontanea: quale mirabolante grandezza ed unicità regionale ci riserverà la stampa locale nel mese di febbraio del 2002? ma intanto, attendendo la rilevazione della prossima specialità,  qualcuno (per esempio i nostri giornalisti che organizzano corsi di giornalismo) ci saprà dire se era antrace oppure no la polverina bianca che per una settimana, verso la fine di gennaio di quest'anno, ha causato la chiusura di almeno due uffici postali in Basilicata, con tanto di sigillo della pubblica autorità: quello di Palazzo San Gervasio e quello di Banzi? o la notizia, non essendo riferita a postini ed impiegati di Washington, non interessa ai media nazionali e regionali?