Free Guestbook from Bravenet 

                                                                                                                      2001: tema sulla Lucania. Cosa ne pensano i giovanissimi del nord.                  Premio Basilicata n. 2 del 2001                                                                 

 

Giugno 2001- Nel mese di maggio del 2001 l'associazione "Amici della Lucania" di  Chieri, un centro di 30.000 abitanti a 15 km da Torino, con più di cento iscritti all'associazione lucana, ha premiato il vincitore della seconda edizione del "Premio scolastico Basilicata". L'elaborato che ha vinto il 1° premio è di un'alunna di terza media della Scuola Media Quarini: Valeria Ciminieri.

 

La Lucania attraverso gli occhi di mio padre.

Mio padre lasciò la Basilicata, anzi la Lucania, come preferisce chiamarla, quando era ancora piccolo, ma molti sono i ricordi ancora vivi in lui. Ricordi fatti di suoni, odori, immagini e colori, che ancora oggi attraversano la sua mente come diapositive di un mondo ormai lontano, ma che tuttavia fanno parte del suo bagaglio emozionale.   Lucania, nome storico dell'attuale Basilicata, terra dei lucani, popolo di origine sannitica che occupò quel territorio in epoca assai remota. Il nome deriva dal latino lucus = bosco, oppure, sempre dal latino, lucae = luce, quindi terra dei boschi o della luce ed è la luce di questa terra che accende i ricordi di mio padre, una luce particolare, fatta dei colori dorati delle messi, dall'azzurro immenso del cielo, del verde intenso dei boschi e dell'acqua limpida delle sorgenti e dei torrenti che in inverno diventano fiumi impetuosi. Il Basento, l'Agri, il Sinni, il Bradano, corsi d'acqua che alimentano numerose dighe ed irrigano la fertile pianura metapontina.

"C'è una strada - nell'alveo del Basento - che conduce verso il mare - dove l'oro del grano - si perde nell'acqua - e le colonne antiche - prosperano fra le canne. - Di questo mare non mi resta - che un racconto di mio padre - e quella fiamma - che brilla nei suoi occhi - quando da Metaponto - spira lo Scirocco". 

Così recita una poesia che mio padre scrisse da ragazzo e che, secondo me, racchiude attimi di forti emozioni, come pure emozionante è il suo ricordo dello scalpitìo dei muli sui selciati, degli odori della sua campagna: rosmarino, origa no, ginestra, il profumo dei garofani e degli oleandri che ornano le vecchie "logge" dei centri storici. Con le sue parole papà riesce perfino a farmi immaginare i sapori della cucina locale, povera, concreta, schietta, di origine contadina, ma colma di fragranti aromi e di antichissima tradizione: il "pancotto", preparato con pane raffermo, condito con verdure selvatiche e uova, i "mostaccioli", dolci preparati per i matrimoni, i "calzoncelli", altra specialità dolciaira preparata in occasione di Natale...

La Lucania è anche terra di montagna, difatti Potenza è il capoluogo di regione più alto d'Italia ed anche in estate la sua temperatura è molto bassa nonostante la sua posizione geografica. A proposito delle montagne, mio padre ricorda con immenso piacere le Dolomiti lucane, una catena montuosa simile alle più famose Dolomiti venete, situata nei pressi del suo paese nativo; da ricordare sono anche il massiccio del Pollino, il monte Sirino e il monte Vùlture, cime di importanza rilevante. Mio padre è molto orgoglioso delle sue origini, perché la Lucania è stata una terra di grande ed antica civiltà, testimonianze che si colgono nei numerosissimi siti archeologici presenti sul suo territorio: Metapontum ed Eraclea, colonie della Magna Grecia, situate sulla costa ionica, Grumentum, Serra di Vaglio, Venosa, patria di Orazio, gloriose ed antiche città poste nell'entroterra, i Sassi di Matera, Melfi con il suo imponente castello svevo ed altre innumerevoli testimonianze artistiche e storiche che danno a questa regione un'identità ben definita.

Per quanto riguarda il settore letterario, da ricordare sono i poeti Rocco Scotellaro e Leonardo Sinisgalli, ed appunto con alcuni suggestivi versi di una lirica di Sinisgalli voglio concludere questo        testo:  "Io tornerò vivo sotto le tue piogge rosse, tornerò senza colpe a battere il tamburo, a legare il mulo alla porta, a raccogliere lumache negli orti. Vedrò fumare le stoppie e le sterpaie, le fosse, udrò il merlo cantare sotto i letti.

 

 

 Premio Basilicata n. 1 del 2001 

Premio Basilicata n. 3 del 2002        

Premio Basilicata n. 1 Borgaro del 2002